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PROGRESSIVEXPERIENCE - ALBUM “X”

 

Recensito da Luca Filisetti

Al giorno d’oggi tutti coloro i quali si accingono a suonare progressive metal devono, volenti o nolenti, fare i conti con una band che, nel corso degli anni, è diventata fondamentale: i Dream Theater. Secondo certi criteri un gruppo è valutato bene se assomiglia ai newyorkesi, secondo altri questo è un punto a sfavore. I ProgressiveXperience sono una band italiana piuttosto giovane che propone un buon progressive metal fortemente influenzato dai Dream Theater. Qui già potrebbe finire la recensione, lasciando che gli amanti di tali sonorità ne tessano le lodi mentre i detrattori ne parlino male, magari senza mai essersi presi la briga di ascoltare l’album. “X” è un lavoro interessante, ben fatto e discretamente composto che non mette la tecnica davanti a tutto ma che riesce a creare anche delle atmosfere rilassate e distese. Certo, l’influenza del Teatro del Sogno è davvero forte e soprattutto album come “When Dream And Day Unite”, “Images And Words” e “Scenes From A Memory” vengono citati in ogni traccia. Però la band lascia intravedere delle potenzialità interessanti, che la rende decisamente migliore dei tanti cloni che vi sono in giro. Le tracce sono nove (intro compresa), tutte piuttosto lunghe ed elaborate, com’è giusto che sia. Da subito vengono alla luce le capacità del singer Giovanni Valente, che a tratti, su tonalità medie, ricorda davvero LaBrie. Buono anche il lavoro dei chitarristi Francesco Munao e Marco Giovannetti, mentre discreta è la sezione ritmica, con il basso di Lorenzo Fini spesso protagonista. Le tastiere per una volta costruiscono melodie intelligenti e non stucchevoli e servono ad enfatizzare i chorus delle varie tracce. Molto, molto buona l’iniziale “Crossroads Of Mistery”, così come la ballata elettrica “Moments Of Creation”, mentre un po’ forzate risultano “ProgressiveXperience pt. II” e “Short Essay Of The Universe” (con gli assoli che rimandano addirittura a Satriani, oltre che a Petrucci, naturalmente). Un buon esordio quello dei ProgressiveXperience che ora, con un po’ di lavoro e di buona volontà, devono dimostrare di sapersi staccare da Portnoy e soci e comporre musica più personale senza perdere comunque l’ispirazione che contraddistingue questo esordio.



05/07/2007 @ www.metalitalia.com








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