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Flash Luglio 2007

 

Recensito da UC

Risolti i problemi di formazione con l'innesto dei due axeman Marco Giovannetti e Francesco Munaò, i toscani ProgressiveXperience, guidati dal drummer Paolo Lastrucci, pubblicano un ottimo disco d'esordio che affonda le radici nel prog rock pià classico, quello di Genesis, Pink Floyd, Rush e dei Queen più sinfonici, anche se pare essere la triade Marillion/Iq/Pallas il principale punto di riferimento dei nostri. A testimoniarlo sono le siderali tastiere che introducono il riffing in crescendo di "Crossroads of Mistery", poi stemperato da suadenti melodie e ficcanti duetti per piano and guitars. "Remainder of Myself" è un interessantissimo mixing fra quanto citato poco sopra e i Rush più progressivi, anche se in questo brano emergono i limiti di un singer espressivo quando le melodie predominano, ma un po' a disagio nei frangenti più heavy. "Stream Of Sensations" è il must del Cd: intro dolcissima per voce e chitarre acustiche, poi splendide digressioni melodiche di vecchia scuola Marillion fanno da interludio a magniloquenti esplosioni heavy prog solo in parte mediate dai Rush ma sicuramente memori dei Queen più sinfonici. "Moments of Creation" contrappone alla sognante parte iniziale uno sviluppo sinfonico e classicheggiante, invano contrastato dall'irrompere estemporaneo delle due chitarre che irrobustiscono il refrain rileggendo in modo assai personale i Pallas del grandioso "The Sentinel". Si prosegue con "Short Essay of the Universe", altro masterpiece del Cd: heavy prog allo stato selvaggio nel quale al granitico e dinamicissimo riffing di base si alternano ariose e sinfonicissime tastiere marillioniane. Tutto da gustare il duetto piano-voce alla Pink Floyd che caratterizza la struggente "One Day Wiser", dotata di un grande solo-guitar centrale che ancora una volta dimostra quanto sia bravo il singer in determinati contesti. "Involution" conferma il tastierista Claudio Bianchi come "valore aggiunto" del gruppo e ci regala del cangiante heaby prog, cui fa seguito la possente e composita "ProgressiveXperience part.II", autentico manifesto sonoro del gruppo e summa cum laude del sound partorito dal team toscano. In questo caso i nostri riescono ad inglobare le primarie influenze progressive con impulsi heaby di classe dove ad essere sugli scudi sono ancora le due chitarre, almeno fino a quando le tastiere non salgono al proscenio riportandoci alla memoria la lezione impartita dagli IQ del magico "Subterranea". Conclude il tutto la robusta "Unlogical Dimension" che nulla toglie nè aggiunge ad un lavoro davvero interessante. Avanti tutta!!! (UC)



10/07/2007 @ Flash








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