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Recensito da Flavio Ignelzi

Professionalità e tecnica vi bastano? I ProgressiveXperience sono espliciti fin dal monicker: prog-metal, e nient’altro. Se un giorno qualcuno vorrà prendersi la briga di inventariare tutti i gruppi (italiani e non) che si dedicano a questo genere, in particolar modo nell’accezione che i Dream Theater hanno contribuito a diffondere nel mondo con “Images And Words” quindici anni fa, lo prego di spedirmi la lista. Che immagino sia alquanto lunga. I toscani ProgressiveXperience presentano con “X” il perfetto prototipo di disco-plagio: copertina onirica, brani mediamente prolissi ed intricati, melodie manifeste che fanno il paio con strutture musicali complicate ed eterogenee, virtuosismi tecnici da far impallidire i maestri del conservatorio, testi mai banali di ispirazione letteraria. Attivi dal 2003, i sei musicisti nostrani dimostrano di essere giunti al debutto maturi e preparati, forti di numerose esperienze live, non limitandosi semplicemente al compitino, ma cercando delle soluzioni non proprio immediate. Quello che ne viene fuori è un album che gode di grandi espedienti tecnici, ma che soffre dei soliti mali: troppa dipendenza dai modelli prog-metal classici (Dream Theater, Fates Warning, ma potrei citare mezzo catalogo Inside Out o Magna Carta), un cantante che non strabilia (e con un inglese che potrebbe essere migliorato), una registrazione non sempre efficacissima, dei brani che non possiedono quel tocco in più che serve ad incantare l’ascoltatore. Un disco ordinario, dunque, che tra incisi neoclassici e qualche momento di riflessione (“One Day Wiser”), sembra essere stato concepito da appassionati per gli appassionati. Flavio Ignelzi



13/11/2007 @ http://www.silentscreamzine.com








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