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FUCKIN' ITALIAN METAL: ProgressiveXperience (Metal/Progressive/Rock)

 

Recensito da Merlin Soffiatromba

Quando ti accingi ad ascoltare un disco Progressive, non sai mai cosa aspettarti. Ti puoi trovare ad netto cambio di rotta, magari verso un sound più pesante (Paradise Lost), o anche ad un disco nuovo, decisamente speriamentale. (Damnation.) E quando sai che, il gruppo cambia la voce, sei veramente in un vicolo cieco. Aggiungi anche il fatto che, è il secondo disco del gruppo, e che le aspettative son pesanti, dato che il primo disco si è rivelato un successo al livello di composizione e apprezzamento da parte della critica del mondo musicale. Quando ho messo il dischetto nel lettore cd, sono rimasto un pò spiazzato. Prima di tutto, non sapevo che il cantante era cambiato, secondo, il sound è diverso in confronto al primo disco. Quando importi nella tua musica uno stile già utilizzato, sai bene che prima o poi qualcuno valuterà il tuo lavoro con un metro di giudizio diverso (Qualcuno ha detto Trivium?), quindi o cambi sound, o lo ri-utilizzi tirando fuori un capolavoro. E la scelta della band qual'è stata? La prima, la scelta di creare un proprio sound, che sia riconoscibile fra quel calderone di band Metal che popola il 2008, spesso presentando lavori mediocri e superflui. Il titolo del disco è quasi un tributo ad una canzone di un capolavoro Progressive del 1969. Parliamo della tematica del disco: 21st Century Brain Damage è dedicato alle difficoltà della vita che ci si presentano davanti, è anche l'ultimo saluto del precedente Singer, la comparsa del singer dei DGM, e la presentazione della nuova voce ufficiale del gruppo. Inizio a parlare del disco con una nota di demerito alla produzione, infatti la batteria risulta troppo alta in confronto agli altri strumenti, il basso è troppo in secondo piano. Finita la tirata d'orecchie, parliamo de disco. First Track, last goodbye di Giovanni Valente, che duetta con il cantante. Introduzione alla prima parte dell'album, che possiamo dividere in due parti. La parte uno parla in maniera decisamente meno diretta nelle liriche, sempre della vita quest'oggi. E bisogna anche dire, che, nella prima parte troviamo il pezzo più bello del disco, ovvero 'I'm Alive'. Si sa, il Prog è un genere complicato da recepire ma è anche pieno di pezzi semplici ed efficaci (Lucky Man, Another Day, Wish You Where Here) ed 'Im Alive' è una via di mezzo, ma come Lucky Man e Another Day, presenta un'assolo memorabile e ben riuscito. In questo caso parliamo di quello di chitarra, ma sopratutto quello di tastiera, che risulta molto ispirata per tutto il disco. Strumentalmente la band dimostra di saperci fare, come si sente nella seguente 'The Great Illusion', con un toccante intermezzo melodico. Il tutto sfocia nel 4 pezzo del disco, 'Ways Of Over The Edge', introdotta da un sottofondo di pioggia e da un'arpeggio, che accompagna la voce particolare del nuovo cantante. Mi soffermo specialmente su quest'ultimo, poichè per quanto mi riguarda, doveva raccogliere la pesante eredità di Valente, che è un cantante che a me piace molto. La nuova voce dei ProgressivExperience ha un timbro molto particolare, nelle parti basse mi ha ricordato Alice Cooper (Imaginary Heroes), ed io impazzisco per lui, quindi direi che è promosso in questo frangente, mentre per le parti alte c'è da lavorare un pò, perchè sembra che vuole essere aggressivo ma allo stesso tempo melodico, una dote che non tutti possiedono e che c'è molto da lavorarci per ottenerla. Tornando al brano, ci troviamo di fronte ad una ballata, che narra di tutte le fasi del disco, tutte le tematiche, una sorta di riassunto per quello che verrà. Come la 5 traccia, 'Taurus Littrow 20.19080° N - 30.77168°' E un pezzo Progressive Metal pienamente riuscito, secondo soltanto a 'I'm Alive' e rappresenta il taglio netto del disco, l'entrata alla seconda parte più diretta con le liriche. E forse anche musicalmente, come può portare a pensare 'Master Reflection', con un'intro dal sapore molto metallico e un cantato particolare. Da un cantato più pacato, ad un cantato più aggressivo,fino a raggiungere note molto alte. Un pò come 'Ways Over The Edge', Ruins & Memories è una balla molto simile, con una tastiera da brivido, e il restante brano ha una tinta molto Prog. Il resto del disco lo lascio giudicare a voi, speranzoso di aver acceso una scintilla di curiosità in voi. Complessivamente ci troviamo di fronte ad un buon disco Progressive Metal, ricco di spunti interessanti, Tecnica, e sopratutto, bei pezzi. Peccato solo per una produzione non proprio all'altezza. Questo è un disco di transizione per la band, che tenta di scacciare il vecchio sound cercando un proprio sound che arriverà sicuramente, poichè la strada imboccata dal gruppo è quella giusta. Molto bello anche L'artwork, mi hanno colpito molto le immagini che coronano ogni testo, con una copertina che riassume quello che è il nostro tempo. Soffriamo tutti la realtà di tutti i giorni, chi in un modo, chi in un'altro. Ma un conto è viverlo sotto un cielo che si fa sempre più grigio, un conto è farlo ascoltando un disco che per quanto mi riguarda, fa ben sperare per la futura scena musicale italiana.



19/10/2008 @ http://metalcollapse.blogspot.com








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