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PROGRESSIVE XPERIENCE - 21st Century Brain Damage

 

Recensito da Maurizio Di Battista

Una bella copertina avvolge un pregevole lavoro edificato a mo’ di concept-album ricco di dettagli. Musicalmente invece, questo sestetto al loro secondo lavoro discografico, ci regala un ritorno di fiamma per il prog. Strumentalmente la band ha un buon potenziale, un plauso alle chitarre e alla sezione ritmica, che disegnano acrobatiche melodie su cui poggiano però canzoni così cosi. Anche le sovrapposizioni armoniche sono ben strutturate, anche se devo dire ci sono parecchie esibizioni tecniche piuttosto superflue e la stessa produzione, sicuramente migliorata rispetto al loro esordio (per questo nuovo lavoro si sono avvalsi della produzione degli studi Sterling di New York) non riesce ad impennare il lavoro come dovrebbe per competere con i calibri che affollano il genere Prog. Anche la voce del pur bravo cantante Andrea Ranfagni, non mi ha convinto appieno, senza enfasi o strutture lineari (anche se il prog cantato sia storicamente un genere non-lineare ma ben più intricato). La scrittura dei Progressive Xperience, comunque, ha una freschezza che si apprezza sin dal primo ascolto e fotografa un buon momento di ispirazione di una band emozionata, che ha tutte le carte in regola per crescere ulteriormente. Il mio pensiero riguardo al genere proposto dai PX è che lo considero un genere così saturo che avrebbe bisogno di un po’ di silenzio. Il gruppo si ritaglia umilmente il proprio angolino di gloria, con dignità e un tocco di coraggio. In attesa di un terzo lavoro che sancisca la maturità delle loro doti da affinare. 70/100



24/10/2008 @ http://www.theshipmagazine.com








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